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Zahir

Percorso musicale attraverso le parole di Paulo Coelho

Un progetto ideato da Sebastiano Andreose, Cristiano Zanellato, Tito Pavan e Silvia Andolfo
 

Il nostro progetto si basa su un connubio molto particolare. Nasce innanzitutto dall’accostamento della musica alla prosa; un percorso suggestivo e ricco di colori dove suono e parola si alternano, si intrecciano e si fondono dando vita ad un susseguirsi di emozioni. Il tutto sarà arricchito da una serie di proiezioni che, oltre che guidare e presentare al pubblico i vari brani, renderanno l’ascolto ancora più completo e ricco di suggestioni.

La componente narrativa è costituita da passaggi tratti da pagine di Paulo Coelho, scrittore contemporaneo tra i più noti, considerato da milioni di persone come un autentico alchimista della parola.   


Destino - Sogno - Viaggio - Amore : questo, in sintesi, il percorso tematico proposto dallo spettacolo. E’ una sorta di itinerario che l'uomo compie dal momento della sua nascita; una ricerca continua che si arresta solo quando egli trova la sua completa serenità.

I testi sono tratti da alcuni dei libri più noti dell'autore: L'Alchimista, Manuale del guerriero della luce, Brida, Sulla sponda del fiume Piedra mi sono seduta e ho pianto, Lo Zahir, Aleph.

 

Se la “parola” guiderà il pubblico ad un pensiero razionale ed introspettivo, la “musica” sarà veicolo di immaginazione e riflessione attraverso brani di compositori francesi e spagnoli del '900 come M. de Falla, J. Turina, A. Jolivet, M. Ravel, le cui musiche saranno proposte da pianoforte e saxofono, che assieme danno vita ad un singolare incontro timbrico.

Due strumenti di genesi assai distante: se il primo pianoforte fu costruito dal padovano Bartolomeo Cristofori alla fine del '600, il sassofono vede la luce ben più tardi verso la metà dell'800, grazie all'ingegno del belga Adolphe Sax (che all'invenzione darà anche il suo nome). Da un lato, quindi, uno strumento dal nobile pedigree, che ha in parte fatto la storia della musica moderna in Europa; dall'altro, uno strumento giovane, anarchico e insolente, che tarderà ad affermarsi nella tradizione "colta" della musica europea, ma che, nella febbrile America di inizio ‘900, darà un contributo determinante all'esplosione del jazz.

 

Con

Tito Pavan: attore
Sebastiano Andreose: saxofoni
Cristiano Zanellato: pianoforte